News - ...e se un giorno tu perdessi tutti i dati del tuo server

I fatti di questi giorni circa l’attacco informatico in grande stile alla rete internet mondiale, ha colpito decine di migliaia di server e pc, di aziende, enti pubblici e privati causando molti danni e problemi di operatività a moltissime aziende anche in Italia.

Si tratta di un ramsonware il cui scopo è quello di ’rapire’, criptandoli, i file contenuti in un computer rendendoli illeggibili e di chiedere il pagamento di un ’riscatto’ per renderli nuovamente utilizzabili. Il Virus è nascosto in un allegato contenuto in un’email ricevuta. Se si apre l’allegato, il Virus si attiva

Nel marzo del 2016, quindi esattamente un anno fa, eravamo ai primi sentori di questo nuovo malware , un ramsonware per l’esattezza, e sfruttando la tecnologia innovativa, di una società specializzata nel settore, per proteggere i dati aziedali ci eravamo mossi con loro praticamente per primi su questo lato della sicurezza dati. Sicurezza dati che, per inciso, deve essere garantita anche a norma della legge sulla privacy.
E’ stato sviluppato un sistema integrato fra software ed hardware per garantire l’integrità di PC e server.

Oggi questo malware sembra essere stato bloccato ma non occorre essere geni informatici per capire che è solo un rimandare il problema. Nel giro di qualche settimana probabilmente risaremo da capo. Sui media si cerca di tranquillizzare l’opinione pubblica dicendo anche molte inesattezze una delle quali è quella che non si deve pagare un riscatto per riavere i propri dati : sbagliato ! è al 99,9% l’unico modo per riaverli perché se tentando di rimuovere il malware si danneggia la programmazione di criptazione i dati saranno persi definitivamente perché, dopo, non funzionerà più neanche la chiave di decriptazione originale avuta pagando il riscatto.

Ognuno poi decide come meglio muoversi.

Anche il fatto di fare salvataggi dati giornalieri non garantisce praticamente niente. Il malware può esser stato scaricato in stato dormiente e, magari, si attiva 30 o 60 giorni dopo e tutti i dati di quel periodo vanno persi.

Il problema è stato sottovalutato per molto tempo e solo adesso forse ci rendiamo conto di quanto valgano i nostri dati. Per noi e per la nostra azienda.

Restiamo a disposizione per chiarimenti e consulenze.

Cristofani Comunicazione Lucca